10 “COMANDAMENTI” PER I GENITORI

“10 comandamenti per i genitori”, che poniamo alla vostra attenzione in questo articolo, è un qualcosa in più rispetto le regole proposte dalla moderna psicologia. Questi “comandamenti” sono stati scritti da un noto pedagogo, medico e scrittore polacco Janusz Korczak negli anni compresi tra la prima e la seconda guerre mondiali.

Korczak ha parlato dei diritti dei bambini molto prima che le Nazioni Unite hanno approvato la “Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia” (nel 1989).

Una breve descrizione: Janusz Korczak – ( nome vero – Henryk Goldszmit) – nacque nel 1878 a Varsavia in una ricca famiglia ebrea, ma fin da piccolo non sopportò il fatto di essere nato ricco. Janusz cominciò la sua attività medica presso gli ospedali per bambini, dove fu molto colpito dalla dignità e saggezza con la quale i bimbi affrontavano le proprie malattie e perfino la morte. Una dignità, alla quale possono invidiare gli adulti. Poi, visitando gli orfanotrofi in tutta l’Europa, sentì il forte desiderio di offrire ai bambini sfortunati degne condizioni di vita. Così, nel 1911, creò a Varsavia un orfanotrofio – “Casa degli orfani” ( una sorta di Repubblica per bambini ), dove ricoprì la carica del direttore fino alla morte. Durante l’occupazione della Polonia da parte della Germania nazista Korczak con i suoi alunni fu rinchiuso nel ghetto di Varsavia, dove stoicamente combatteva per la vita dei bambini, procurandogli il cibo e le medicine. Nell’agosto 1942, Korczak insieme agli insegnanti e 200 alunni della “Casa degli Orfani” furono uccisi nella camera a gas del campo di concentramento di Treblinka.

Janusz Korczak poteva salvarsi la vita. Molteplici volte gli era offerto l’aiuto, anche da parte degli alcuni nazzisti che ammiravano le sue opere letterarie… ma l’insegnante non abbandonò i propri bambini neanche difronte alla morte.

Korczak ha scritto più di 20 libri, mettendoci tutta la sua esperienza di medico ed educatore. Le sue idee, anche se sono state scritte all’inizio del secolo scorso, non hanno perso l’attualità oggi.

Amare i bambini, vedere la loro luce, nonostante tutto – ecco cosa ci insegna Korczak nei suoi scritti. Poniamo alla vostra attenzione 10 consigli utili per i genitori che ci lasciò in eredità il celebre insegnante:

1. Non aspettarti che il tuo bambino diventi come TE o come tu desideri. Aiutalo a diventare SE STESSO.

2. Non chiedere al tuo figlio di ripagarti per tutto ciò che fai per lui. Gli hai dato la VITA. Come potrebbe ripagarti? Darà la vita ad un’altro bambino, quest’ultimo al terzo… è questa l’irreversibile legge della gratitudine.

3. Non sfogare le proprie offese (la rabbia) sul tuo bambino, per “non mangiare il pane amaro” nella vecchiaia. poiché nella vita – quello che semini raccogli…

4. Non sottovalutare i problemi di tuo figlio. La vita è data a tutti a seconda delle loro forze, e stai sicuro, che per tuo figlio non è meno difficile di come lo sia per te, e forse un po di più, siccome non ha la tua esperienza.

5. Non umiliare!

6. Non dimenticare che gli incontri più importanti di ogni persona – sono gli incontri con i bambini. Prestategli più attenzione – non possiamo mai sapere chi incontreremo in un bambino.

7. Non torturarti se non puoi fare qualcosa per tuo figlio. Tormentati solo se lo puoi fare e non fai. Ricorda, per i bambini è stato fatto poco, se – non TUTTO.

8. Il bambino – non è un despota che s’impossessa della tua vita, e non solo il frutto del tuo corpo e sangue. E’ quella “coppa preziosa” che la vita ti ha dato in custodia e per lo sviluppo in essa del fuoco creativo. E’ l’amore immenso di una madre e un padre che faranno crescere non solo un figlio “nostro”, o “proprio”, ma l’ANIMA datagli in custodia.

9. Sappi amare i bambini degli altri. Non fare mai agli altri bambini, ciò che non vorresti che facessero al tuo.

10. Ama tuo figlio qualunque egli sia – senza talenti, perdente, goffo, egoista, incontrollabile, strano, adolescente difficile, adulto infelice… anche se non giustifica le tue aspettative. Comunica con tuo figlio e sii felice, perché il bambino è una “festa” che per il momento sta con te!

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