Arriva un bambino: dov’è il libretto di istruzioni?

Arriva un bambino: dov’è il libretto di istruzioni?

novembre 24, 2018 0 Di mammina

L’arrivo di un bambino è sempre un’emozione incredibile, un’immensa gioia ma da quando si arriva a casa con il Bebè cominciano a sorgere mille dubbi e interrogativi. Il timore di non essere all’altezza, di non saper affrontare le situazioni è comune nei nuovi genitori ma devi stare tranquillo, i genitori crescono con i figli.

E le Istruzioni?

In genere quando ti trovi tra le mani una cosa che non conosci hai sempre un libretto di istruzioni da consultare per toglierti di impiccio, per i bambini non esistono libretti di istruzione.

Anche le persone che ti stanno intorno e che potenzialmente possono darti dei consigli utili, non è detto che riescano ad aiutarti più di tanto.

La prima cosa da fare è non farsi mai prendere dal panico se non riesci a capire il bambino, perché piange, ad esempio, lo imparerai con il tempo. Riuscirai a capire l’esigenza del bambino dal tipo di pianto o con l’esperienza

Ad esempio, un pianto che si presenta a certe ore o dopo un certo tempo dall’allattamento sarà facilmente legato alle classiche coliche del bimbo. Se noti che il bambino non ha riposato tanto durante la giornata, ad un certo punto avrà sviluppato un certo grado di stanchezza e piangerà per questo.

I genitori crescono

I bambini sono in costante crescita e apprendimento e questo avviene attraverso fasi e con tappe fondamentali nelle varie attività che svolge.

I genitori sono spesso in ansia per via dell’incognita “bambino”, come tutte le situazioni e le cose che non si conoscono, si genera ansia anche con il bambino che resta sempre una cosa sconosciuta che spesso non si sa come affrontare.

Come cresce il bambino, crescono anche i genitori e questo aiuta nel tempo ad avere maggiore sicurezza e tranquillità ma se hai dei dubbi, consulta sempre il pediatra che potrà darti qualche istruzione in più e delle rassicurazioni rispetto alle tue paure.

Il rapporto con il bambino

Il bambino ha la necessità, soprattutto nei suoi primi mesi di vita, di un rapporto costante con mamma e papà e i genitori devono accordare il massimo di attenzioni al bambino ma pur sempre tendendo dei tempi per se stessi, come si dice, ogni tanto staccare la spina e fare ciò che si desidera.

In linea generale due consigli sono sempre validi rispetto al rapporto con il bambino, a seconda della sua età, naturalmente:

  • Interagire il più possibile con lui, leggendo un libro, cantando, facendolo giocare con i giochi adeguati alla sua età, con i bambini non più neonati, fare delle attività manuali e creative e così via. Ricorda sempre che la creatività è ciò che fa crescere meglio il bambino, con la maggiore consapevolezza e nel massimo dell’equilibrio personale.
  • Occorre sempre parlare al bambino, anche quando è così piccolo che non puoi pensare che comprenda le parole che gli dici. Comunica sempre comunque verbalmente al bambino che imparerà, prima ancora delle parole, a riconoscere il tuo tono di voce, l’approvazione o, al contrario la disapprovazione per ciò che fa. Racconta gli avvenimenti, le tua sensazioni, il funzionamento degli oggetti. Spesso il bambino sembrerà che non ti ascolti, forse che non ti senta nemmeno ma ti renderai conto che è esattamente il contrario.

Il confronto con gli altri

L’erba del vicino è sempre la più verde, è naturale, inevitabile che lo si voglia oppure no, fare un confronto con i bambini di altri genitori.

Se un bambino della stessa età del tuo comincia a dire mamma o papà e il tuo no, viene subito da pensare che ci sia qualcosa che non va, lo stesso per il camminare.

Questo per quanto sia normale che avvenga non è corretto, ciascun bambino ha i suoi tempi e tutto resta nella piena normalità.

Per ciascuna età del bambino, tuttavia, esistono delle capacità che dovrebbero essere raggiunte e per qualsiasi dubbio tu abbia rispetto a questo, rivolgiti sempre al pediatra che ha la piena capacità di valutare se si tratta davvero di un’anomalia o se va tutto bene.