Svezzamento dei bambini: quando iniziare?

Svezzamento dei bambini: quando iniziare?

Lo svezzamento dei bambini è un argomento molto dibattuto per quanto riguarda i tempi, cioè quando iniziare (a 4 o 6 mesi), sia per quanto riguarda i modi (da cosa iniziare). In qualunque caso, ogni madre deve scegliere quella strada, che piace e si addice di più al suo bambino, perchè nessun’altro oltre ai genitori stessi non porta responsabiltà del benessere dei nostri figli.

Sui diversi libri pediatrici e su internet, per fortuna, c’è molta informazione, che da una lato ci può aiutare ad intraprendere la strada giusta, ma nello stesso tempo ci confonde un poco. Poichè neanche i pediatri riescono a mettersi d’accordo sui tempi e modi dello svezzamento. Cerchiamo di vedere insieme e di farsi un quadro generale.
Lo svezzamento (o divezzamento) o alimentazione complementare – è il passaggio dal cibo liquido (latte materno o latte artificiale) ai cibi semisolidi e poi solidi.

Perchè negli anni passati lo svezzamento lo introducevano presto?

Spesso una giovane mamma, quando il suo bambino ha solo pochi mesi di vita, sente dalle persone più adulte, come ad esempio le nonne, che è arrivato il tempo di dare al nipotino/a succo, mela, pera, tuorlo d’uovo, o altro. Non possiamo biasimarli, poichè loro sono cresciuti in un paese un pò diverso, in tempi più difficili (spesso del dopoguerra) e molte cose allora erano diverse di come sono ora.

Quando le nostre nonne crescevano i nostri genitori o le nostre mamme crescevano noi, lo svezzamento veniva introdotto abbastanza presto. Dai racconti spesso possiamo sentire, che a 2-3 mesi di vita già introducevano la prima pappa. 30-40 anni fa era molto difficile trovare nei negozi il latte artificiale adatto per la nutrizione dei bambini (o forse meglio dire – impossibile). Se la madre per qualche ragione non poteva assicurare il latte materno al suo figlio, allora i bambini venivano nutriti con latte di vacca, che veniva bollito e diluito.

Nel latte di vacca non ci sono tutte le vitamine e i minerali necessari per la crescita del bambino, ancora di più perde con la bollizione. Per queste ragioni spesso lo svezzamento veniva introdotto presto, poichè in assenza del latte materno una madre non poteva assicurare un’adeguata nutrizione ricca di vitamine, ferro e minerali.
Ora, per foruna, una madre che alatta il proprio bambino si può permettere una giusta ed equilibrata alimentazione, che garantisce al nostro bambino di ricevere dal latte materno tutti gli elementi necessari per la sua crescita.

Se il latte materno non è in sufficienza, allora ci aiuta il latte artificiale per bambini, che a sua volta è ben equilibrato, ricco di vitamine e minerali, che necessita il bambino. Per queste ragioni, non bisogna aver fretta nell’introduzione dello svezzamento (alimentazione complementare).

Quando iniziare lo svezzamento?

Per cominciare riportiamo alcuni dati ufficiali. L’organizzazione scientifica l’ESPGHAN (European Society for Paediatric Gastroenterology, Hepatology and Nutrition) ritengono che lo svezzamento può essere opportuno e sicuro iniziare nell’età tra 4 e 6 mesi di vita. Molti genitori scelgono proprio questa strada per loro bimbi. Ma il modello più seguito nel mondo sia dalla maggior parte dei pediatri, che dai genitori rimane quello proposto dall’OMS (Organizzazione mondiale della sanità) e dall’ UNICEF (Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia), i quali consigliano di introdurre lo svezzamento dei bambini gradualmente non prima dell’età di 6 mesi, mentre il latte materno deve rimanere comunque fondamentale nel primo anno di vita. 6 mesi è l’età in qui il bambino, per diversi motivi (fisiologia gastrointestinale, sviluppo psicomotorio, maturazione immunitaria…), comincia ad essere pronto all’introduzione dei cibi solidi.

Quindi, se il vostro bambino viene nutrito con il latte materno o con il latte artificiale per bambini di alta qualità, allora potete essere sicuri, che riceve tutte le vitamine e i minerali che gli occorroni per la crescita e sviluppo intelettuale, e sarà opportuno incominciare l’alimentazione complementare non prima di 6 mesi.
Ma non sempre l’età di sei mesi è l’unico argomento fondamentale per iniziare lo svezzamento. Alcuni pediatri offrono altre caratteristiche, che i genitori dovrebbero prendere in considerazione prima di introdurre cibi solidi (o meglio dire semisolidi) nell’alimentazione dei propri figli.

Vediamo di elencare quali sono i segni che ci indicano la prontezza dei bambini all’alimentazione complementare:

1. Il raddoppio del peso dalla nascita.
2. Sa reggere bene la testa e di essere seduto da solo.
3. Sa girare la testolina, per poter dimostrare il rifiuto dal cibo se è necessario.
4. Sa prendere gli oggetti con le mani e di portarli alla bocca.
5. Accetta il cibo dal cucchiaio e prendendo il cibo in bocca lo inghiottisce e non respinge fuori dalla bocca co la lingua.
6. Dimostra curiosità per cibi, che mangiano i genitori.

Inoltre ogni mamma deve saper giudicare da sola la prontezza del proprio figlio. Se incominciando lo svezzamento il bambino si rifiuta di mangiare la pappa proposta, provate a cambiarla. Se avete provato tutte le possibilità di svezzamento e vostro figlio comunque si rifiuta di mangiare, allora non temete di rimandare lo svezzamento oltre i 6 mesi. Non sono rari i casi, quando ai bambini basta il latte materno e non volgiono provare nulla di nuovo, ma già riproponendo a loro la stessa pappa tra una settimana, la cominciano ad assagiare con piacere.

Ogni bambino è un essere individuale, che si sviluppa in modo proprio e ha le proprie preferenze, delle quali le mamme non possono non tener conto. Quindi cercate di cogliere ciò che vi suggeriscono i vostri figli e il loro organismo. Vi auguriamo di fare la scelta giusta, della quale sarete contenti voi e vostri piccini!